sabato 7 marzo 2015

BRICIOLE di VITA


Il fiume e la fonte !

Ho accolto oggi, con sincera vicinanza e discrezione, i due giovani genitori che, prima di recarsi in municipio per le nozze con rito civile, hanno espresso il desiderio di una preghiera e di una benedizione. Non potendo celebrare le nozze religiose, essendo lei già unita nel sacramento di un precedente matrimonio, ho accettato volentieri di condividere quello che dice la Parola di Dio leggendo con loro l’inno alla carità (1Cor.13).

Anche se il loro è un legame “imperfetto”, tutti hanno diritto all’amore, a riceverlo ed ad esprimerlo, tutti sono chiamati a donarlo, e la Parola rimane luce per tutti. Ciascuno vivrà questa vocazione sforzandosi di adeguarsi al progetto di Dio che “maschio e femmina li creò” e che Gesù ha confermato con il proprio insegnamento e testimonianza (“Amatevi come io vi ho amati”). Egli non manca di raccogliere l’amore che è nelle nostre possibilità, di purificarlo, di completarlo, di promuoverlo, di valorizzarlo; non lo priva del Suo aiuto e benedizione, perché sia frammento di vangelo nel mondo. Egli  che conosce quello che c’è nel cuore di ognuno, sa come farlo. Contiamo su Gesù che non farà mancare quello che è necessario per vivere e servire al meglio il progetto di Dio.
La comunità dei suoi discepoli, la chiesa, ugualmente accoglie questi fratelli e sorelle, prega per sostenere e incoraggiare chi fa più fatica, chi vuol fare della propria relazione d’amore, quantunque “imperfetta”, un bene da dare al mondo, alla propria famiglia e ai figlioli.
Così è stato un breve ma significativo momento di fraternità incoraggiandoci tutti, familiari più stretti presenti, a corrispondere all’amore che è stato riversato nel nostro cuore, nella nostra storia, e che ferite dolorose o errori di cui possiamo essere o no responsabili non hanno disperso.

Li ho poi raggiunti in municipio dove mi avevano invitato. Era la prima volta che assistevo alle nozze di rito civile. E’ stato un gesto compiuto con semplicità, dignità; la verità dei due giovani genitori (attorniati dai loro figlioli ) che si intuiva mi faceva pensare alla verità di quanti chiedono di sposarsi in chiesa (sic!). Parole sagge e incoraggianti sono state dette. La famiglia è il pilastro portante della società!
Come mai, pensavo, mentre il rappresentante delle istituzioni procedeva a dare forma al rito, le istituzioni non la difendono, non la promuovono, non le danno stima e aiuto, vero riconoscimento? La famiglia  è “fatta” e disfatta”, il matrimonio è messo in discussione cosa sia e dove sia, o tutto è matrimonio; la donna, ma ora anche l’uomo, non vedono tutelati i loro diritti o sono confusi nei loro doveri. E i figli? Non mancano di essere alla mercè degli umori dei grandi…

Sono pensieri solamente accennati, perché ero preso con simpatia da quello che avveniva in quella sala, tra amici e conoscenti. E poi, c’era quel che di liturgico con musica e canto, come si sente nelle nostre chiese. Eppure c’era anche qualcosa di profondamente diverso… che sa comunque farsi presente là dove gli uomini agiscono con sincerità. Sì, lo Spirito di Dio non era assente in quel fratello e sorella, “feriti” nella scelta che facevano; era presente nei piccoli figlioli che ringraziavano e gioivano con parole dal cuore per i loro genitori.

Ero ammirato dal “fiume d’amore “ che l’uomo e la donna si dichiaravano in simile scelta, e per il quale si promettono che duri a lungo.
C’era anche  una certa malinconia in me e avrei voluto dire a questi sposi, pensando soprattutto a coloro che hanno lasciato Gesù : “bellissimo il fiume  sul quale avete scelto di navigare con la vostra famiglia; le acque scorrono ora veloci, ora limpide, poi conosceranno salti, anfratti, gorghi; le rive sono pulite, fiorite, sicure, ma potranno farsi fragili…; ma non dimenticate la fonte! La fonte che continuamente lo alimenta questo fiume, la fonte da cui sgorga solo limpidezza e freschezza, la fonte che sta in alto cioè nel vostro cuore abitato da Dio. Ritornate spesso alla fonte, portatela con voi, nella vostra casa, nel vostro legame d’amore e allora il fiume non conoscerà né secche, né diventerà uno stagno senza sbocchi; sfocerà in un mare, che è il mondo, portando acque salutari di cui ha bisogno per essere risanato…”.

Sì, c’era in me un po’ di malinconia che minava la bellezza di quel momento, la familiarità di quel ritrovarsi insieme per un impegno pubblico d’amore…Ho provato anche un momento di non piccola pena, e tanta tenerezza pensando a tanti giovani e no che non conoscono dove sia questa fonte o l’hanno dimenticata da tempo, accontentandosi di “cisterne screpolate”, direbbe il profeta Geremia; a tanti fiumi fatti deviare da incuria, tanta dispersione di quell’ acqua d’amore finita per dare vita ad aride terre, ma anche per allagare e recare morte.

Mi conforta il fatto che, accolti questi genitori dapprima condividendo con loro una preghiera e una benedizione nella nostra cappellina, alla fine della cerimonia civile, nel piazzale del municipio, i compagni di catechismo del figliolo più grande li hanno salutati e augurato loro ogni bene con il canto “amatevi l’un l’altro come io ho amato voi”.
Ecco una famiglia che si è formata con rito civile  tra due parentesi, come l’abbraccio di un amore e di una simpatia  che sono riflesso di  quelli di Dio che sa cosa c’è nel cuore nostro e che dalla storia di ognuno e di tutti può ricavare, con sapienza e misericordia, solo tanto bene. Rendiamo grazie a Lui.










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