lunedì 23 marzo 2015

PENSIERI...


…quaresimali – 5° Settimana


la missione

“Vogliamo vedere Gesù” (Gv. 12,21). Questa richiesta fatta ai discepoli di Gesù, questo desiderio che è nel cuore di tante persone, anche se non sempre se ne rendono conto, questa che rimane anche la volontà del Padre (“che conoscano te e colui che hai mandato”), ci ricorda la missione per la quale siamo stati scelti, liberati e mandati, cioè “consacrati”. Null’altro di diverso se non “mostrare Gesù”, far incontrare gli uomini con lui che è la luce e la salvezza del mondo. Qualsiasi altra preoccupazione o nostra attività distoglierebbe da questa ricerca, tra direbbe questo desiderio, e ritarderemo il realizzarsi  di ciò che il Padre desidera. L’obbedienza a questa missione, obbedienza che riflette la stessa del Figlio, è quella che Dio ci chiede. Non nascondiamo Gesù, non presentiamolo tacendo o riducendo la verità sulla sua persona. Egli è Colui che stabilisce quell’ eterna alleanza tra Dio e l’umanità che più nulla ormai potrà distruggere, e nel suo sangue versato abbiamo salvezza dalla morte, dal peccato. Possiamo essere turbati, spaventati, ma è la nostra “ora”. Per questo siamo stati chiamati, anche se andiamo incontro a derisioni o rifiuti, a condividere la sorte di Gesù, che apparentemente all’inizio sembra interessare, essere ammirato, applaudito. Fin qui noi ne siamo fieri e anche un po’ gelosi. Ma poi incontra ostilità e odio. In quest’ “ora” vogliamo rimanere con lui. Egli verrà innalzato sulla croce, e a noi venga il coraggio, l’onore, l’amore, per mostrare a chi vuol “vedere Gesù” colui che “disprezzato e reietto dagli uomini” rivela il volto di Dio, l’amore Suo vulnerabile.


Per una “feconda missione” :

- un cuore casto, cioè libero : che non prende il posto di Gesù, e non si fa bello di lui senza essere discepolo e amico; un cuore che non mette in risalto se stesso o si pavoneggia di essere meritevole di stare tra i suoi per propria bravura.
+ una comunità di persone libere che non si ostacolano, non fanno a gara chi è più bravo a condurre a Gesù più persone; una comunità che non è preoccupata dei numeri, ma si adopera per aiutare chi è in ricerca.


- un cuore povero, cioè umile : fa proprio il motto del Battista, “Lui deve crescere , io diminuire”; che si presenta agli altri nella verità della propria storia e persona, spesso segnata da debolezze e limiti, che il Signore ha voluto riconosce di aver bisogno per la sua missione.
+ una comunità persone che danno libertà, che incoraggiano, attendono senza forzare, non catturano le persone, offrendo semplicemente una testimonianza di pace e di letizia, di unità tra di loro e carità verso tutti.

- un cuore obbediente, cioè amante : obbediente
allo Spirito: lasciando che esprima i suoi gemiti, riconosca la sua “ora”;
agli altri :alla comunità cristiana (aiutandola ad essere specchio di Cristo Gesù)
              alla comunità umana (accogliendone la ricerca, aiutandola a purificarla, e lasciandosi mettere in discussione convertire da questo desiderio) 
a se stesso : “per questo sono stato mandato”                                
+  una comunità di persone che riconoscono la libertà a Dio di manifestarsi dove, come e quando vuole, e si “organizzano” perché ognuno sia fedele alla propria vocazione, e in qualsiasi angolo del mondo, in ogni “periferia”, sia pronto a condurre a Gesù i fratelli.


Dalla “lettera ai consacrati” di papa Francesco 21.11.2014 - un pensiero valido per tutti !
“… uscire da sé stessi per andare nelle periferie esistenziali. «Andate in tutto il mondo» fu l’ultima parola che Gesù rivolse ai suoi e che continua a rivolgere oggi a tutti noi (cfr Mc 16,15). C’è un’umanità intera che aspetta: persone che hanno perduto ogni speranza, famiglie in difficoltà, bambini abbandonati, giovani ai quali è precluso ogni futuro, ammalati e vecchi abbandonati, ricchi sazi di beni e con il vuoto nel cuore, uomini e donne in cerca del senso della vita, assetati di divino…
Non ripiegatevi su voi stessi, non lasciatevi asfissiare dalle piccole beghe di casa, non rimanete prigionieri dei vostri problemi. Questi si risolveranno se andrete fuori ad aiutare gli altri a risolvere i loro problemi e ad annunciare la buona novella. Troverete la vita dando la vita, la speranza dando speranza, l’amore amando.
Aspetto da voi gesti concreti di accoglienza dei rifugiati, di vicinanza ai poveri, di creatività nella catechesi, nell’annuncio del Vangelo, nell’iniziazione alla vita di preghiera…”


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