2° Quaresima B –
01.03.2015
- Genesi 22,1-18
- Marco 9,2-10
Dopo il deserto, immagine
della vita e del cuore, con le loro prove e tentazioni, prima tappa di questa
quaresima, ecco la seconda tappa. Ci
porta su un alto monte, dove una luce ci avvolge. La trasfigurazione di Gesù ci
aiuta a sapere che anche l’esperienza che si annuncia più incomprensibile,
inaccettabile, – e Pietro e i suoi amici avevano appena ricevuto la
comunicazione che Gesù, sarebbe
stato ripudiato dalle autorità, ucciso, risuscitato dopo tre giorni,e si erano
ribellati a questa prospettiva – è
gravida di vita.
Teniamo
ferma questa convinzione, anche se non possiamo comprenderla e darci
spiegazione come possa avvenire, quando la salita si fa faticosa, ancor più del
deserto. E la domanda è inevitabile: Gesù sarà vincente o perdente?
Domanda
quanto mai familiare anche per me che seguo Gesù. Davanti alla malattia che mi
sorprende sarò vincente o perdente? Davanti al crollo delle mie speranze, sarò
vincente o perdente? Nella prova in cui si trova la mia famiglia, nella crisi o
precarietà, davanti a segnali di fallimento delle mie relazioni, allo
smantellamento dei miei sogni, …sarò vincente o perdente?
La
luce che risplende in Gesù viene a confermare che no, non mi sono sbagliato a
seguirlo; che una vita in salita dietro a Lui non è una fatica senza senso, o
crudele – come appare essere inizialmente quella di Abramo con il figlio
narrata nella prima lettura - ma porta con sé la vita, e questa sì che mi
sorprende e mi mette in giusta e bella confusione.
L’ammirazione,
lo stupore, che escono dalle labbra di Pietro – Maestro è bello per noi
stare qui – dice la gioia che era in quegli occhi e in quel cuore, suo e
dei suoi amici. Lasciano intuire la bellezza
di cui sono testimoni – Gesù trasfigurato, vesti splendenti,
bianchissime: nessun lavandaio sulla
terra potrebbe renderle così bianche
– E pure la gioia di questi tre, impazziti di gioia e nel contempo spaventati.
Sì, spavento e gioia, quasi il negativo e positivo Gioia e spavento di una
pellicola che fotografa la vita.
La
trasfigurazione, esperienza di luce e di quella voce – Questi è il Figlio
mio, l’amato: ascoltatelo - è
conferma di Gesù; e la gioia è conferma che no, non ci si sbaglia a seguirlo.
Verrà l’ora buia della passione di Gesù, - perché quel Gesù sarà il crocifisso
- ma questa visione sarà la risurrezione, e allora sarà gioia ritrovata, piena.
Se
nel deserto, per non smarrirci abbiamo bisogno di una saggio discernimento,
cioè saper orientarci e prendere la direzione giusta con l’ascolto della Parola
di Dio e il sostegno dello Spirito, questo “monte”, e quello che vi succede, ci
ricorda, che per andare avanti molto ci aiutano l’esperienza della bellezza e
della gioia.
Sono
due tratti che pensiamo inusuali per la quaresima. Ma essendo questa una Pasqua
anticipata o una promessa certa di Pasqua, attendiamo riflessi di luce,
frammenti di bellezza, istanti di gioia nella realtà più quotidiana. Ci fanno
dimenticare la fatica e desiderare di stare con Gesù. Ne siamo disponibili
anche in questa settimana.
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