…della Parola – 17.03.15
“Àlzati, prendi la tua barella e cammina” (Gv 5,8)
La mia barella! Il mio peccato! La mia vita sbagliata, o
meglio non vissuta nella pienezza di “salute” che il padre desidera per il
figlio. O il mio ministero (anche questo ormai è al compimento dei 38 anni!)
“adagiato” nella rassegnazione o nella comodità (sic!) di chi si adatta a
difficoltà e limiti magari li fa
diventare scuse. Non è vero che io non abbia avuto “nessuno che mi immerga
nell’acqua della piscina”, poiché non sono mancate occasioni di grazia,
incontri, scossoni, aiuti che mi erano posti accanto. Forse aspettavo quello
successivo; forse pensavo ai miei progetti e tempi…Non ho molto da dire a mio
discapito. Solo Gesù può prendere
l’iniziative, scuotermi e offrirmi novità: “Vuoi guarire?”.
“Prendi la tua barella e cammina”, ciò che finora è stato
il tuo “peccato”, o meglio questa “condizione di povertà, limiti, fragilità,
errori, in cui ti sei adagiato, portala con te diventa segno dell’ attenzione
mia che ho per te, della mia compassione e misericordia, segno anche della mia
potenza che da nulla si lascia frenare. Puoi mostrare a tutti ciò che ti ho
fatto e faccio in te e con te”.
“Guarigione” è portare il mio peccato come trofeo da esibire perché
vinto da Gesù. E’ portare la mia vita con i suoi limiti come preziosa per Gesù.
E’ portare il mio ministero, che conserva le sue imperfezioni, come annuncio
della Sua misericordia.
Nessun commento:
Posta un commento