martedì 17 marzo 2015

PENSIERI...

... quaresimali - 4° Settimana!


la comunione

“Discernere” (1° setti.) con gioia (2° sett.) le vie del Signore significa essere aperti alla “profezia” (3° setti.). Questo cammino è possibile in sintonia con Dio e nella comunione fraterna che aiuta a leggere i segni dei tempi, sostiene e mantiene nella serenità, nella fiducia, incoraggia a tentare vie nuove che contrastano il male e perseguono il bene.
La “comunione fraterna” non viene dalla uniformità di vedute, dal sentire o pensare tutti nello stesso modo, dall’avere i medesimi gusti, o da reciproca simpatia (anche se tutto questo non è indifferente). È frutto di quella “comunione” che Dio ha scelto di vivere con noi mandando suo Figlio. Nell’ abbraccio amichevole di Gesù noi siamo amici anche tra di noi, fratelli,e ciò che ci unisce è la condivisione di questo medesimo amore. “Io sono in comunione con te, mi sento vicino a te, ti voglio bene, poiché Gesù ti vuol bene, ti ama”. E quanto più io rimango vicino a Lui, tanto più so che mi faccio vicino a te, e quanto più siamo  vicini, uniti, tanto più cresce la comunione con Lui. La diversità delle persone, del sentire e vivere la realtà, di porsi accanto a Gesù, costruisce la comunità che è comunione di ricchezze differenti che fanno crescere la umanità. E’ un cammino poiché la vera comunità cerca sempre di diventare ciò che non è, o meglio ciò che è in germe, il Cristo in noie tra noi.

Per una “autentica comunione” :

- un cuore casto, cioè libero : che s ifa tutto a tutti, senza essere di nessuno se non di Cristo Gesù; che rispetta e apprezza i doni degli altri, senza voler conquistare o annettere nessuna o alla propria visione del mondo e della cose..
+ una comunità di persone libere che insieme si stimano, si cercano, si ascoltano, si aiutano senza chiedere patenti o riconoscimenti di sorta ; che attendono i tempi degli altri

- un cuore povero, cioè umile : riconosce di aver bisogno degli altri,e magari sa rallentare o misurare il proprio passo sul loro cammino, non fa pesare su di loro la fatica che incontrano o la propria  speditezza.
+ una comunità persone che danno libertà, che sono contente e se lo dicono, lo dimostrano di essere felici insieme; inventano occasioni per ritrovarsi anche fisicamente, per stare insieme, riconoscendo in questo la loro ricchezza.

- un cuore obbediente, cioè amante : obbediente
allo Spirito, e alla sua preghiera : padre che siano uno come lo siamo noi”
agli altri :alla comunità cristiana (rispondere alle necessità dei fratelli di fede!)
            alla comunità umana (la “comunità planetaria”) 
a se stesso : al bisogno di comunione, di “abbracci” che porto in me, 
                                                       voce della Trinità.                                
+  una comunità di persone che riconoscono la libertà a Dio e non si lasciamo mai scoraggiare da frizioni, contrarietà, incomprensioni, fragilità e anche divisioni che momentaneamente possono sorgere  nella vita comunitaria; una comunità di persone che sanno celebrare la Riconciliazione, dono del Signore, e si riconciliano tra di oro sapendo che misericordia e perdono ci sono già dati.



Dalla “lettera ai consacrati” di papa Francesco 21.11.2014 - un pensiero valido per tutti !

… "esperti di comunione"…. …per  «fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione»… l’ideale di fraternità. … Al riguardo vi invito a rileggere i miei frequenti interventi nei quali non mi stanco di ripetere che critiche, pettegolezzi, invidie, gelosie, antagonismi sono atteggiamenti che non hanno diritto di abitare nelle nostre case. Ma, posta questa premessa, il cammino della carità che si apre davanti a noi è pressoché infinito, perché si tratta di perseguire l’accoglienza e l’attenzione reciproche, di praticare la comunione dei beni materiali e spirituali, la correzione fraterna, il rispetto per le persone più deboli… È «la "mistica" di vivere insieme», che fa della nostra vita «un santo pellegrinaggio». Dobbiamo interrogarci anche sul rapporto tra le persone di culture diverse, considerando che le nostre comunità diventano sempre più internazionali. Come consentire ad ognuno di esprimersi, di essere accolto con i suoi doni specifici, di diventare pienamente corresponsabile? …Non potrebbe essere quest’Anno l’occasione per uscire con maggior coraggio dai confini… propri. … In questo modo potrà essere offerta più efficacemente una reale testimonianza profetica. … un cammino di speranza. Nessuno costruisce il futuro isolandosi, né solo con le proprie forze, ma riconoscendosi nella verità di una comunione che sempre si apre all’incontro, al dialogo, all’ascolto, all’aiuto reciproco e ci preserva dalla malattia dell’autoreferenzialità.

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