...nella meditazione
e preghiera
01 Maggio 2020
Colossesi 3,14-24
La memoria liturgica di S. Giuseppe, lavoratore,
guida la nostra preghiera. Ne è testimone la sposa sua, Maria, che ci
apprestiamo ad onorare ancora in particolar modo in questo mese di Maggio. Ma
oggi il cuore nostro, l’affetto nostro, la nostra necessità, ci spingono a
volgere lo sguardo a Lui, sposo della Vergine e padre affidatario di Gesù. Con
la sua presenza accanto a loro, con la fede di uomo “giusto”, cioè gradito a
Dio, con le responsabilità che ha accolto di far proprie, con il proprio
lavoro, ha partecipato all’opera di salvezza, al disegno di Dio. Oggi lo
onoriamo nella sua responsabilità e nell’ impegno di colui che ha contribuito
al sostentamento della famiglia di Nazareth e nella sua fatica quotidiana, animata
dall’amore per la sua sposa e per il figlio Gesù.
La fatica quotidiana, il lavoro con tutte le sue preoccupazioni
e, a volte, le scarse soddisfazioni, necessario per poter vivere, ha come prima
e più forte motivazione l’amore per la famiglia, i nostri cari, la loro
serenità e salute. Lavorare con l’amore nel cuore! Non a causa di una
maledizione che fa tribolare (povero lavoratore!), nemmeno solo per guadagnarci
il pane con il sudore della fronte (un onesto lavoratore!), né per fare
qualcosa di bello che ci appaga e attira l’ammirazione di altri (un bravo
lavoratore!). No! Lavorare con amore per chi ci è caro! Ecco il “felice”
lavoratore! Certo, in questi giorni è assai difficile andare al lavoro con
questo sentimento che definisce l’amore che ci muove. Molti sono
nell’incertezza del lavoro, altri non ce l’hanno più. Il loro amore per la
famiglia che tengono nel cuore, sembra irriso e deriso. La preoccupazione, il
timore di non farcela, le reali difficoltà del momento, la condizione in cui ci
hanno messo le vicende di queste settimane, portano in tutt’altra direzione.
Con umile fiducia, con prudente coraggio, con forte
determinazione, e soprattutto mantenendo l’amore nel cuore, che non solo si fa
carico dei propri familiari e bisogni, ma anche della più evangelica
solidarietà, preghiamo per essere sostenuti in questa ripresa.
Nelle poche righe, tratte dalla lettera di Paolo ai
cristiani di Colossi, che la liturgia ci propone oggi, possiamo trovare parole
che incoraggiano: “Fratelli, sopra tutte
queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace
di Cristo regni nei vostri cuori, … in un solo corpo. E rendete grazie! E
qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del
Signore Gesù….Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il
Signore e non per gli uomini, … Servite il Signore che è Cristo!”
Con la materna intercessione di Maria, non manchi
la protezione di S. Giuseppe. In fin dei conti, “lavorare con amore” è servire
il Signore!
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