venerdì 1 maggio 2020

BRICIOLE di PAROLA
...nella meditazione
e preghiera


01 Maggio 2020

Colossesi 3,14-24

La memoria liturgica di S. Giuseppe, lavoratore, guida la nostra preghiera. Ne è testimone la sposa sua, Maria, che ci apprestiamo ad onorare ancora in particolar modo in questo mese di Maggio. Ma oggi il cuore nostro, l’affetto nostro, la nostra necessità, ci spingono a volgere lo sguardo a Lui, sposo della Vergine e padre affidatario di Gesù. Con la sua presenza accanto a loro, con la fede di uomo “giusto”, cioè gradito a Dio, con le responsabilità che ha accolto di far proprie, con il proprio lavoro, ha partecipato all’opera di salvezza, al disegno di Dio. Oggi lo onoriamo nella sua responsabilità e nell’ impegno di colui che ha contribuito al sostentamento della famiglia di Nazareth e nella sua fatica quotidiana, animata dall’amore per la sua sposa e per il figlio Gesù.

La fatica quotidiana, il lavoro con tutte le sue preoccupazioni e, a volte, le scarse soddisfazioni, necessario per poter vivere, ha come prima e più forte motivazione l’amore per la famiglia, i nostri cari, la loro serenità e salute. Lavorare con l’amore nel cuore! Non a causa di una maledizione che fa tribolare (povero lavoratore!), nemmeno solo per guadagnarci il pane con il sudore della fronte (un onesto lavoratore!), né per fare qualcosa di bello che ci appaga e attira l’ammirazione di altri (un bravo lavoratore!). No! Lavorare con amore per chi ci è caro! Ecco il “felice” lavoratore! Certo, in questi giorni è assai difficile andare al lavoro con questo sentimento che definisce l’amore che ci muove. Molti sono nell’incertezza del lavoro, altri non ce l’hanno più. Il loro amore per la famiglia che tengono nel cuore, sembra irriso e deriso. La preoccupazione, il timore di non farcela, le reali difficoltà del momento, la condizione in cui ci hanno messo le vicende di queste settimane, portano in tutt’altra direzione.

Con umile fiducia, con prudente coraggio, con forte determinazione, e soprattutto mantenendo l’amore nel cuore, che non solo si fa carico dei propri familiari e bisogni, ma anche della più evangelica solidarietà, preghiamo per essere sostenuti in questa ripresa.
Nelle poche righe, tratte dalla lettera di Paolo ai cristiani di Colossi, che la liturgia ci propone oggi, possiamo trovare parole che incoraggiano:  “Fratelli, sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, … in un solo corpo. E rendete grazie! E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù….Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, … Servite il Signore che è Cristo!”

Con la materna intercessione di Maria, non manchi la protezione di S. Giuseppe. In fin dei conti, “lavorare con amore” è servire il Signore!

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