...nella meditazione
e preghiera
13 Maggio 2020
Giovanni 15,1-8
Realtà…vinicola, metafora…trinitaria!
L’agricoltore, il “vignaiolo”, il Padre!
La vita vera, il Figlio!
I tralci, beh…non siamo lo Spirito Santo, ma
viviamo dello Spirito santo!
Io ammiro, adoro, amo il “lavoro” dei Tre.
Gloria al Padre, il “vignaiolo”, che sa coltivare,
incidere e potare la mia vita perché “porti più frutto”.
Onore alla Sua sapienza che si prende cura di me,
dell’intera vigna, che ha amato, piantato, e che desidera far crescere. Lode e
grazie per ogni Sua attenzione e intervento che con rispettosa decisione e
delicata forza non ritarda per il mio bene. Che la Sua misericordia prevenga
ogni distacco mortale della Sua Grazia. Egli, per primo non vuole “sarmenti”, e
ogni “taglio” è per Lui sofferenza! Mi benedice la Sua bontà!
Gloria al Figlio, la vita vera, che mi nutre con la
sua linfa, la parola, il Suo Corpo e Sangue, lo Spirito che l’abita. Onore alla
sua “pietà” che mi cerca, percorre ogni via per trovarmi, portarmi sulle
spalle, e prima nel cuore, e far festa quando mi trova. “Rimane in me” e vuole
che io rimanga in Lui, perché senza di Lui non posso far nulla. Lode e
grazie per ogni Sua paziente opera che i
l Padre gli ha affidato. Mi sia Maestro a non fermare la linfa della vita.
Farla scorrere e servirla, umile, ai fratelli è la sua benedizione su di me.
Gloria allo Spirito Santo che nei “tralci” è
fecondo di amore, li porta a maturazione, dà colore e sapore ad ogni frutto di
bene. Onore alla sua “opera” competente e ricca di fantasia, al suo lavoro
“di-vino”. In ogni sua parte la vite vive dello Spirito: il ceppo, il viticcio,
i pampini, i tralci, il grappolo, gli acini… e al Padre di ogni particolare
l’adorna. Lode e grazie per la giusta stima, custodia, valorizzazione di ognuno; per la giusta
gradazione del frutto che viene, per la letizia e l’allegria che alla fine
porta. Benedetta…ebbrezza!
Gloria, onore, lode e grazie alla Santa Trinità.
Non è il Suo un lavoro in simultanea, ma un’ opera di Grazia, “in comunione”
d’Amore. Benedizione su di me.
Allora, con rispetto e senza paura, dal profano al
sacro: “portami giù nella vigna, la dove
i grappoli baciano il sole, sotto i filari dell’uva per ogni chicco un bacio
d’amore”. Vecchia canzone, dal sapore…”di-vino”!
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