...nella meditazione
e preghiera
10 Maggio 2020
Giovanni 14,1-12
Già nei giorni precedenti abbiamo udito questa
parola di Gesù. Oggi ci viene rivolta nella sua forma più completa e ci
consente di avvicinare, non comprendere, il mistero della sua persona e della
sua opera. I discepoli suoi provano un turbamento nel cuore di fronte alle
parole del Maestro che non lasciano presagire nulla di buono. Succede anche a
noi di avere pensieri che pesano come macigni quando avvertiamo che le cose nella
vita non saranno facili come prevedevamo. E’ ciò che possiamo sentire in questi
giorni per quanto no cessa di affliggere la nostra persona, le nostre famiglie,
i nostri cari, nei vari aspetti dell’esistenza, salute, lavoro, affetti….
E’ difficile, come lo è stato per i discepoli di
Gesù, lo stemperarsi del clima di tristezza accumulato in questi mesi, o per il
non risolversi di nodi che da tempo ci pesano. L’allentamento o l’uscita da
restrizioni di vario genere non sono sufficienti. C’è sempre la paura, l’incertezza,
la preoccupazione, la tensione, l’amarezza della delusione. Ben prima del
flagello che ci tormenta, ci sono situazioni familiari, personali, prospettive
poco allettanti, speranze che non prendono fuoco tentate di spegnersi,
sofferenze che solo noi conosciamo … Insomma come fa Gesù a dire “Non sia turbato il vostro cuore”? E
aggiunge: “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. Cos’è questa
dimora a cui accenna, il “posto” che
Egli andrebbe a prepararci? Cosa centra il Padre?
Innanzitutto la presenza di Gesù in mezzo ai nostri
turbamenti, ansie, agitazioni, porta consolazione. E’ la presenza di chi ha
dato e dà tutto per il nostro bene. Non fa mancare la sua parola, le sue opere
che non sempre sappiamo leggere, la sua amicizia, l’amicizia di Dio, il suo
amore, la sua vita, la sua morte per noi.
“Abbiate fede
in Dio e abbiate fede anche in me”: occorre aver fede, prestargli, di più,
dargli fiducia senza riprendercela se vediamo che ritarda…nel suo aiuto.
Occorre restare fedeli. C’è una sola ragione e forza per la fedeltà: l’amore.
Se venisse meno questo, vale a dire la volontà di amare (il sentimento può
anche affievolirsi o spegnersi!), allora anche la fedeltà potrebbe vacillare.
Succede nelle nostre famiglie e causa turbamento e smarrimento.
In quale modo Gesù porta consolazione,
incoraggiamento, speranza? Mostrando con opere e parole, facendone partecipi i
suoi amici, la familiarità che tiene con il Padre Suo, il vero volto di Dio: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”.
Rivela la sorgente della sua serenità e
letizia pur in mezzo anche all’ostilità che incontra. E’ sempre stato il suo
sostegno, anche nel momento della massima prova dove non gli è stato
risparmiato la senza zione di essere abbandonato da cui subito si è ripreso. Più
volte alla sua pace invita i suoi, e non manca di offrirla a loro.
Ci sembrerà strano. E’ come se noi parlassimo con
un amico delle nostre disgrazie, di quanto ci angoscia, ci pesa nel cuore, e
costui, invece, ci parla di ciò che lo entusiasma, lo appassiona, lo
infiamma di gioia. A noi parrebbe una beffa, non ci sta ad ascoltare, ci
offende, pensa solo a sé, non gli stiamo a cuore…
Ma ne siamo proprio sicuri che nel caso di Gesù sia
proprio così? Che Lui si faccia bello con quello che ci racconta, mentre ci
lascia nei nostri tristi pensieri quasi rendendoli ancor più pesanti? Certamente
non “conosciamo” Gesù, non lo amiamo, non abbiamo con Lui una sincera relazione
di amicizia, familiarità, intimità. E se, invece, mettendoci a parte di queste
sue cose “segrete”, parlandoci della Sua “dimora”, accennando al “posto che ci
prepara” volesse indicarci dove sta la Sua forza d’amore, e condurci a d essa?
Questa dimora, questo posto, ha un indirizzo, ha un
…posto! E’ nel cuore del Padre! “Io sono
nel Padre e il Padre è in me. Lì vi voglio condurre, nel cuore di Dio! “Vi prenderò con me, perché dove sono io
siate anche voi”.
Ed io voglio aver fede in Dio e in Lui, Gesù. Lo
attendo e lo seguo. Il turbamento non mi travolgerà perché “chi crede in me,
anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi”. Amen.
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