mercoledì 27 maggio 2020

BRICIOLE di PAROLA
...nella meditazione
e preghiera


26/27 Maggio 2020

Giovanni 17,1-19

La preghiera “sacerdotale” di Gesù  ci prepara e ci accompagna a ricevere lo Spirito Santo.
Per questo dono “è venuta l’ora”. Il Padre, infatti, “glorifica il Figlio”, cioè mostre quanto grande è il Suo amore per Li, e il Figlio mostra il suo amore, altrettanto grande, per il Padre. Il Padre soccorre il Figlio nel suo donarsi fino alla croce, e il Figlio, sulla croce, si dona al Padre. E’ tutto un “dialogo”  tra Chi si ama! In una “comunione  di offerta e obbedienza” per dare pienezza di vita e di gioia ai figli e ai fratelli e liberarli dal peccato, dalla morte, dal maligno. Lo Spirito santo è il “confluire di tanto Amore del Padre e del Figlio in tutte le cose, nelle creature, nel mondo, nella Chiesa. Così “ si rinnova la faccia della terra”!

Non è facile per noi accogliere questo dono. Le resistenze non mancano, dalla paura alla sfiducia, dalla non esperienza  o “conoscenza” dell’amore di Gesù alla precedenza data ad altri amori… Allora Gesù stesso accompagna la sua opera di Salvatore con la preghiera di intercessione presso il Padre. Gesù prega per noi, prega per me! “ E come prega Gesù? IO credo che non parla troppo con padre: ama. Ma c’è una cosa che Gesù fa oggi, sono sicuro che la fa: fa vedere al Padre le sue piaghe. E Gesù con le sue piaghe prega per noi. Come se dicesse: Padre, questa  la misura del mio amore! Aiutali, proteggili, sono i tuoi figli che io ho salvato” (Papa Francesco, 03.06.2014).

E’ una preghiera di difesa…dalla divisione e dalla perdizione. Molto di più. Domanda la pienezza della gioia, la sua, e la forza di non temere il mondo. E’ la preghiera che chiede di “consacrarli nella verità”, cioè fissali nella verità, rendili stabili nella verità, “inchiodali” alla verità, come io ho scelto di amare fino ad essere inchiodato a questa misura estrema dell’amore che è la passione , la morte, la risurrezione. La “verità” è nell’essere amati e riconoscerlo, e di qui amare a nostra volta. “Fissati nell’amore” anche con le nostre debolezze tristezze è la “consacrazione” nostra, opera dello Spirito Santo! Le fragilità rimangono, ma la sostanza è ben altro!


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