Quaresima 2020
12 marzo 2020
Geremia
17,5-10
Carissima/o, i giorni della prova
diventino i giorni della Grazia! Con questa preghiera ti ricordo e ti sono
vicino, come lo sono ai tuoi cari.
Insieme, alla paura opponiamo la
fede che confida in Gesù, all’isolamento rispondiamo con la carità di stare
insieme in famiglia e di ricordarci reciprocamente, alla preoccupazione per ciò
che verrà sostituiamo la speranza che “tutto concorre al bene di coloro che
amano Dio”. Ciò che puoi avvertire come minaccia per te e per i tuoi, ciò che
ti manca, dalla libertà alla serenità, dalle cose di sempre al non poter fare
progetti, pure io provo tutto questo.
Stamattina, nell’ascolto della
Parola del Signore ho trovato incoraggiamento, conforto e sostegno, accogliendo
e facendo diventare come un ritornello che “infilo” tra momenti di ansia e
qualche sospiro. “ Benedetto l’uomo che confida nel Signore, e il Signore è la
sua fiducia…non teme…non si dà pena…” (cfr Geremia 17, 5-10). No, non è
autosuggestione o metodo, mantra per rilassarmi, ma atto di fede che mi dà
salvezza, e non solo la promette.
In un clima in cui vige l’allarme
“si salvi chi può”, la solidarietà e la condivisione di risorse per il bene di
tutti, domandano la corresponsabilità nel portare il peso comune della
situazione, accettare e obbedire alle varie indicazioni o restrizioni che
vengono date. Prego per quanti sono in
trincea, accanto a chi è ammalato, nel
pericolo; la loro vicinanza sia benedetta poiché non solo confidano nelle
risorse che la medicina cerca, ma
certamente nella passione che hanno verso chi soffre. Questa passione è
presenza, magari nascosta, di Dio!
Ma, mi sia permesso, considerato
che ci diciamo “credenti”, chi più, chi meno, di esortarti a condividere le
“risorse” della nostra fede, i “beni” che ci sono stati tramandati e che magari
abbiamo dimenticato, il “cibo” che davvero nutre e fa vivere. Insieme
ritorniamo a porre la nostra fiducia in Dio, a pregare, a fare, come suggerisce
Maria, la Madre, alle nozze di Cana, e pure ora. La conversione ci fa forti di
fronte ad ogni assalto che ci fa del male, nel corpo, nella mente, nello
spirito.
Carissima/o, ogni giorno, seppur
privatamente, io celebro la S. Messa per te, per voi, per tutti. Sì, anche per
me, perché non venga meno la mia fede! E, se è nella volontà di Dio, anche la
salute! La Messa non è la mia preghiera. Lo sono altre forme di stare davanti a
Dio, come novene, tridui, Rosario…. Ma la Messa è la preghiera di Gesù, ed è
efficace presso il Padre. Io mi unisco ad essa. Gesù lo desidera, lo vuole! Mi
vuole accanto a sé con la mia piccola offerta d’amore, beneficiando della Sua
con cui intercede per la mia, la nostra salvezza. Anche se in queste settimane
non ti è possibile partecipare alla Messa, rimani con Gesù pensando a Lui con
amore, affetto, amicizia. E’ questa l’”orazione” che tocca il cuore di Dio!
Non avrei mai immaginato che nei
giorni dell’anniversario della mia ordinazione sacerdotale (19 marzo 1976) mi
sarei trovato solo al Calvario. Anzi, no! Non sono affatto solo! Ai piedi della
croce vi è Maria, la Madre, vi è la Chiesa nel discepolo, vi sono quelli che
soffrono, vi sono coloro che non credono e urlano, vi sono gli uomini e le
donne, il mondo che Dio ama e per il quale ha mandato Gesù perché abbia
salvezza. Conosca e viva l’Amore!
Carissima/o, ti saluto a
distanza, ma non ti lascio privo/a del mio abbraccio e della benedizione che il
Signore mi ha affidato per te e per i tuoi cari.
Nessun commento:
Posta un commento