venerdì 13 marzo 2020

BRICIOLE di PAROLA


Quaresima 2020
12 marzo 2020

Geremia 17,5-10

Carissima/o, i giorni della prova diventino i giorni della Grazia! Con questa preghiera ti ricordo e ti sono vicino, come lo sono ai tuoi cari. 

Insieme, alla paura opponiamo la fede che confida in Gesù, all’isolamento rispondiamo con la carità di stare insieme in famiglia e di ricordarci reciprocamente, alla preoccupazione per ciò che verrà sostituiamo la speranza che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”. Ciò che puoi avvertire come minaccia per te e per i tuoi, ciò che ti manca, dalla libertà alla serenità, dalle cose di sempre al non poter fare progetti, pure io provo tutto questo. 

Stamattina, nell’ascolto della Parola del Signore ho trovato incoraggiamento, conforto e sostegno, accogliendo e facendo diventare come un ritornello che “infilo” tra momenti di ansia e qualche sospiro. “ Benedetto l’uomo che confida nel Signore, e il Signore è la sua fiducia…non teme…non si dà pena…” (cfr Geremia 17, 5-10). No, non è autosuggestione o metodo, mantra per rilassarmi, ma atto di fede che mi dà salvezza, e non solo la promette.

In un clima in cui vige l’allarme “si salvi chi può”, la solidarietà e la condivisione di risorse per il bene di tutti, domandano la corresponsabilità nel portare il peso comune della situazione, accettare e obbedire alle varie indicazioni o restrizioni che vengono date.  Prego per quanti sono in trincea, accanto a chi è ammalato,  nel pericolo; la loro vicinanza sia benedetta poiché non solo confidano nelle risorse che la medicina  cerca, ma certamente nella passione che hanno verso chi soffre. Questa passione è presenza, magari nascosta, di Dio! 

Ma, mi sia permesso, considerato che ci diciamo “credenti”, chi più, chi meno, di esortarti a condividere le “risorse” della nostra fede, i “beni” che ci sono stati tramandati e che magari abbiamo dimenticato, il “cibo” che davvero nutre e fa vivere. Insieme ritorniamo a porre la nostra fiducia in Dio, a pregare, a fare, come suggerisce Maria, la Madre, alle nozze di Cana, e pure ora. La conversione ci fa forti di fronte ad ogni assalto che ci fa del male, nel corpo, nella mente, nello spirito. 

Carissima/o, ogni giorno, seppur privatamente, io celebro la S. Messa per te, per voi, per tutti. Sì, anche per me, perché non venga meno la mia fede! E, se è nella volontà di Dio, anche la salute! La Messa non è la mia preghiera. Lo sono altre forme di stare davanti a Dio, come novene, tridui, Rosario…. Ma la Messa è la preghiera di Gesù, ed è efficace presso il Padre. Io mi unisco ad essa. Gesù lo desidera, lo vuole! Mi vuole accanto a sé con la mia piccola offerta d’amore, beneficiando della Sua con cui intercede per la mia, la nostra salvezza. Anche se in queste settimane non ti è possibile partecipare alla Messa, rimani con Gesù pensando a Lui con amore, affetto, amicizia. E’ questa l’”orazione” che tocca il cuore di Dio!

Non avrei mai immaginato che nei giorni dell’anniversario della mia ordinazione sacerdotale (19 marzo 1976) mi sarei trovato solo al Calvario. Anzi, no! Non sono affatto solo! Ai piedi della croce vi è Maria, la Madre, vi è la Chiesa nel discepolo, vi sono quelli che soffrono, vi sono coloro che non credono e urlano, vi sono gli uomini e le donne, il mondo che Dio ama e per il quale ha mandato Gesù perché abbia salvezza. Conosca e viva l’Amore!

Carissima/o, ti saluto a distanza, ma non ti lascio privo/a del mio abbraccio e della benedizione che il Signore mi ha affidato per te e per i tuoi cari.

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