...nella meditazione
Quaresima 2020
25 marzo 2020
Annunciazione del Signore
Disse il Signore, quando entrò nel mondo; "Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua
volontà". (Eb 10,5.7)
Tu, Padre, mi mandi nel mondo e mantieni il tuo “sì”
promesso ai tuoi figli, le creature; Io, tuo Figlio, il Verbo, nella più bella
comunione con te, dico “sì”; Tu, Spirito
d’amore santo, fai visibile questa divina obbedienza, questo reciproco “si”, e
mi dai “un corpo” nel grembo della donna, che voi, Trinità Santissima e Dio
Altissimo avete scelto. E’ il Tuo progetto d’amore, o Dio, ed io, Gesù, vengo a
realizzarlo nella carne di uomo.
Il prodigio misterioso dell’Incarnazione del Figlio
di Dio è il “Sì” di Dio, e “prende corpo” con il “sì” della creatura che lo
accoglie, lo nutre, lo genera, lo dona: Maria. Ancor prima, quindi, dell’ “eccomi” di Maria (Luca 1, 16) vi è l’ “ecco” del Figlio , dono del Padre, per
opera dello Spirito Santo. Con lo “sposalizio” di queste due dichiarate e
pronte “disponibilità”, oggi inizia la nostra “redenzione” dal male, per una
vita più vera e piena, che, ferita dal peccato, la si vorrebbe condannata a
morte. Ma Qualcuno se ne prende cura, viene a darle guarigione,
liberazione e salvezza.
Questo evento della Grazia, benevolenza di Dio,
segno della Sua misericordia, è il frutto dell’ ”obbedienza” di Dio al Suo
Amore e dell’ “obbedienza” della creatura che, consapevole pure del proprio
bisogno, sente di porre in Lui, umilmente, la fiducia. In fin dei conti è “obbedienza”
alla vita stessa che stiamo sperimentando ora nella prova e nell’abbandono. Non
è rassegnazione l’ “obbedienza” a quello che capita, ma è corresponsabile assunzione
e partecipazione ad un progetto che per il momento non ci è dato di conoscere,
ma che certamente è volontà d’amore.
Dall’Amore e dalla fiducia, i due “sì” che si
abbracciano nello Spirito Santo, il “vento” che come una carezza silenziosa
scende nel grembo dell’umanità, viene la vita, anche quella vita che in questi
giorni stiamo invocando e attendendo. Da
parte nostra cosa possiamo fare perché avvenga questo intimo e fecondo
abbraccio? Per dire e ricevere un sì d’amore ci vogliono carità e umiltà.
Dio che fa la proposta è carità che si offre. Maria,
donna semplice di Nazareth, turbata da tanto ardire dell’Altissimo che sino a
lei si è abbassato, c’insegna il vero interrogativo di fronte a ciò che ci
turba o diciamo impossibile. Non dice, “no, non è possibile”, ma “come sarà
possibile?”, cioè lascia la modalità di esecuzione a Colui che le fa la
proposta. E’ questa è umiltà!
Che lo Spirito Santo, carità e umiltà, le soffi
oggi su di noi, in noi! Amen!
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