lunedì 23 marzo 2020

BRICIOLE di PAROLA
...nella meditazione


Quaresima 2020
23 marzo 2020

Isaia 65,17-21 e Giovanni 4,43-54
“Io confido nel Signore. Esulterò e mi rallegrerò per la tua misericordia, perché hai guardato con bontà alla mia miseria” (Sal 30,7-8). Insiste la Parola di Dio nel sostenere la nostra preghiera, a tenere salda la fiducia nostra. A fronte della miseria e della prova in cui siamo ci soccorre la Sua misericordia. E’ il tempo della fede perché la presenza, seppur misteriosa, del Signore non ci priva del suo aiuto per la vita di ogni giorno. Così si apre la preghiera  alla Messa oggi.
E poi: “Così dice il Signore: «Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, poiché creo Gerusalemme per la gioia, e il suo popolo per il gaudio…Non si udranno più in essa voci di pianto, grida di angoscia…. “ (Isaia 65,17-21). Parola di Dio. Che cosa mai aggiungere a tale promessa? che, “ecco”, non tarderà!
“Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato Signore, …hai fatto risalire la mia vita dagli inferi…Hai mutato il mio lamento in danza, Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre” (Salmo 30)

La nostra lode sarà possibile  se avremo posto in essere la fede del funzionario del re che invoca da Gesù la guarigione del figlio malato che stava per morire.
Giovanni 4,43-54: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va', tuo figlio vive». Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino

Aver fede non è solo gridare al Signore, anche se questo gesto viene dalla nostra angoscia e disperazione a cui Egli non è insensibile. Aver fede è sapere che gli stiamo a cuore, noi e i nostri cari, chi amiamo, altrimenti non ci rivolgiamo a Lui. Aver fede non si ferma lì. E’ “mettersi in cammino”, ritornare alla casa nostra, ripercorrere la strada di ogni giorno, anche fare le cose buone di sempre, con un cuore nuovo, con atteggiamenti speranza .  E certamente anche più buoni. Questo mostra che crediamo alla Sua parola.

“Mettersi in cammino”. Ce lo chiede quello che stiamo vivendo e patendo, e che avrà fine: “Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra…”. I segni? Il risveglio delle coscienze,  una nuova considerazione di tante cose, il valore e la bellezza, anche la fatica feconda di bene, delle relazioni più care, il ritorno alla preghiera, una solidarietà veramente umana… Noi spesso chiediamo dei segni a Dio che le cose stanno per cambiare. Ma questi “segni”, paradossalmente, Dio  sembra dire: “Poneteli voi, mostrateli voi. Io vi do la mia mano, io vi do la mia Parola. Grazie a me siete voi gli artefici di una novità; con me siete i costruttori di un mondo diverso, della sua e della vostra salvezza”.

“Cercate il bene e non il male, se volete vivere, e il Signore sarà con voi” (Amos 5,14)
Coraggio, ben presto ritorneremo a camminare oltre… i 200 metri! Lo crediamo!

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