...nella meditazione
e preghiera
11 Aprile 2020 – Sabato Santo
Il Figlio, Amore condiviso alla Cena. Il Padre, Dolore
vissuto al Calvario. Ora mi rivolgo a Te, Spirito Santo, Speranza per la vita
che la morte non può seppellire in una tomba. Trinità Santa, compi il mistero
pasquale del Figlio fatto carne in Gesù e il nostro mistero pasquale che in
Gesù siamo figli amati dal Padre.
E’ questa la verità della mia esistenza, della mia
storia. L’umanissima vita che qui mi è data, cresce, e non sarà mai tolta, è
opera di grazia di Dio Trinità. Silenzio s’impone ! Oggi! Con Maria, la Madre
che dell’agire dello Spirito Santo ha avuto un’esperienza unica.
La speranza si copre di silenzio. Non perché teme
di essere smentita, ma perché è “dentro”, dentro il cuore. Prepara e prelude alla notte che sarà più
luminosa del giorno, all’esultanza che non è mancanza di rispetto di sofferenze,
ferite, lutti, che ancora soffriamo. E’ speranza che si fa certezza per la fede
in Gesù che ritorna alla vita. Lui vive, noi vivremo! Questo è opera tua,
Spirito Santo! Non tardare! Hai sempre operato nel silenzio, quando creavi il
mondo, quando ispiravi uomini e donne ad attendere l’Inviato di Dio, quando sei
sceso nel grembo di Maria, quando “spingevi” Gesù nella sua lotta e missione,
nelle sue parole e nei suoi gesti. Gli hai infuso il coraggio di amare fino in
fondo, poiché eravate tutti d’accordo, Voi Tre.
Oggi, conduci Gesù negli inferi. Egli, che la morte
l’ha sfidata e la vince, “scende” a “scuotere” il regno dei morti. Ulteriore
abbassamento di Dio che non abbandona le sue creature nella corruzione della
tomba! Fino lì arriva l’Amore di Dio! A tirarci tutti fuori, riportarci alla
vita, riportarci alla luce, alla libertà, alla bellezza e bontà originali. Come
non pensare con commozione ai nostri cari che fisicamente non sono tra noi?
Ricevono meravigliati la visita del loro Salvatore, e sono nella gioia!
“Morti” siamo pure tutti noi, incatenati alla
tristezza, alla paura, allo smarrimento, condannati ad essere senza…speranza;
“morti” siamo noi, legati al nostro peccato di pretendere e voler vivere senza
Dio, senza l’Amore che ha mandato a noi. La nostra condotta di vita, le nostre
scelte e opere, l’arroganza, la superbia, l’ingiustizia, la violenza, l’egoismo
a cui ci siamo consegnati, ci hanno dato la morte. Ora, questo Amore,
crocifisso, considerato vinto, schiacciato, tu, Spirito di Dio, Spirito santo,
lo conduci da noi, “morti”. Così
sappiamo che non siamo prigionieri abbandonati alla sorte, triste, che per
fragilità o stoltamente abbiamo scelto. E Gesù viene, come bene insegna la
tradizione spirituale della Chiesa, a “svegliare coloro che dormono”, spezzare
catene, annullare ogni condanna al male…. Anche se “morti”, abbiamo ancora la
grazia di poter dire: “Vieni, Spirito santo, portaci Gesù! Vieni Gesù, portaci
alla libertà, alla vita”.
Come viene Gesù? Come agisci, o Spirito di Dio? Nel
silenzio, tant’è vero che sembra che nulla cambi. E’ la condizione che ci aiuta
a vergognarci e a chiedere perdono, a lasciarci ancora salvare invece di
rivendicare bravura e meriti da parte nostra accusando Dio di insensibilità e
gli altri di esserci ostacolo alla nostra felicità. E’, soprattutto, la
condizione per non mettere a tacere la Parola Dio che è sempre creatrice di
vita, Parola che ci comanda : “Uscite! Risorgete!”. “Svegliati, tu che dormi, e
risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà…Risorgi dai morti. Io sono la vita
dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi, mia effige, fatta a mia
immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te…” (Da un’antica “Omelia
sul Sabato santo”)
Nel silenzio scende ancora tra noi “morti” Gesù,
come quella sera in cui sembrava tutto finito. Ma era il silenzio del chicco di
grano che, sepolto, marcisce, anzi no, rinasce e fiorisce in tutta la sua
bellezza e potenza. Nel silenzio della fede con Maria, la Madre, attendiamo la
nuova opera di te, o Spirito di vita. Ci prepariamo ad esultare perché con Gesù
risorgiamo per non morire più, e annunceremo a tutti quello che per noi ha
fatto e fa l’Amore di Dio. Sì, esultiamo! Alleluia!
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