...nella meditazione
e preghiera
Pasqua
– 12.04.2020
“… al sepolcro
di mattino, quando era ancora buio…” (Gv 20,1)
Carissimi,
Cristo è risorto! Veramente risorto! A questo incredibile avvenimento ci
avviciniamo con Maria di Magdala, come narra il vangelo di stamane, “di
mattino, quando era ancora buio”. Il “mattino” o il “buio”! Se Gesù è risorto
non è indifferente la cosa. Anche se “la pietra è stata tolta dal sepolcro”,
come ha potuto constatare Maria, se questa ricerca o accoglienza di Lui e della
notizia che ce ne parla avvenga “di mattino” o “quando era ancora buio”, il
risultato per noi può essere diverso.
“ Di mattino” è coltivare nel cuore un impaziente
desiderio di rivedere Chi ci è caro, di poter ammirare ancora il suo volto,
avere in cuore la speranza, fremere nell’attesa di un nuovo abbraccio
affettuoso, immaginare e provare la gioia dell’incontro. Il “mattino” non dà
spazio a ciò che è finito, chiuso, passato. Mentre il “buio” sembra perpetuare l’assenza
di Chi e di ciò che ci è caro al cuore, nell’oscurità. Il “buio” rischia di non
dare scampo, di mortificare e spegnere la più bella speranza; spinge a pensare
che è da sciocchi pretendere cose irragionevoli, come un ritrovare ciò che per
natura delle cose è finito, coltivare illusioni, oppure semplicemente
accontentarsi di …un morto!
Gesù è risorto,
ma io dove sono? Dove mi muovo? Forse non so neppure io “che ora è”, se io sono
nella speranza di qualcosa di cui non so neppure io capacitarmi o nella
nostalgia amara e ferita dal ricordo di un bene perduto. Se non richiamo le
parole che Lui aveva detto, “dopo tre giorni risusciterò”, parole che tengono
viva una speranza impossibile; se ho dentro la delusione che poi sarà anche nei
viandanti di Emmaus (“speravamo che
fosse Lui…”), allora significa che la pietra tolta dal sepolcro mi è caduta
addosso, mi ha rinchiuso, sepolto, ed io sono “al buio”, al buio pesto della
morte, la mia morte. Ma se ascolto il cuore, dove Gesù risorto, uscito dalla
tomba, è venuto ad abitare con il Suo Spirito, allora si fa giorno nella mia
esistenza, sono in un “mattino” più che buono, in una luce che presto diventerà
come fuoco!
Gli
avvenimenti che stiamo passando, il male che non s’acquieta e non ci molla, l’
esistenza con le sue fatiche, con le delusioni e insuccessi che ci ritroviamo,
con le sofferenze crudeli e le scarse soddisfazioni, ci costringono ancora al
buio della tristezza, rabbia, paura. Ma
la pace e la gioia del sapere e professare che il nostro Signore è vivo,
è tra noi, con noi, e pure in noi, non possono essere mortificate; non è tenuto
prigioniero della morte Colui che la morte l’ ha vinta perché noi abbiamo a
sorridere, e pur sperimentando ancora segni di chiodi e sconfitte temporanee, essere
contenti, stare e dare la vita come “risorti” pure noi.
Non voglio
lasciarmi rinchiudere nella tristezza. Gesù risorto, vinci in me la tenebra che
non si dirada, e mi tiene ancora al buio! Vorrei svegliare quanti mi sono cari
per andare insieme, “di mattino”, che racchiude gli affetti e ideali che ci
uniscono, il desiderio e la speranza di una vita nuova, da Colui che ci amato e
ha dato se stesso per noi. Svegliarli, continuando ad amarli…nel loro sonno!
Poiché Gesù non è un ricordo, per quanto bello, di ciò che è stato da bambini,
e ci aveva emozionato; non è un passato
in cui, a dire il vero, speravamo di più; non è stato un sogno, una illusione
nella giovinezza, o peggio un inganno…No!
E’ Colui che è vivo in mezzo a noi. Il Padre ce l’ha ridonato, lo Spirito l’ha
riportato alla vita. “Non è qui” in una tomba, dissero gli angeli alle donne, “
è risorto dai morti e vi precede in Galilea”. Da lì la vita è partita, da lì ha
un nuovo inizio.
Carissimi, comunque
siate, “di mattino” o “ancora al buio”, o “rinchiusi in casa”, e non per ordinanze
governative o decreti ministeriale, come i discepoli al termine di quel giorno
fatto di corse e confusioni, di speranze e timori, sappiate che Gesù, il
Crocifisso per noi, è risorto, veramente risorto, per tutti. Se, come Maria e
le donne prima e i discepoli poi, potete dire “noi l’abbiamo visto”, beh non
tacete, non scoraggiatevi, e lo dico a me stesso, portate speranza per chi fa
più fatica e rimanete nella gioia, poiché “Questo è il Giorno che ha fatto il
Signore”. Alleluia.
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