...nella meditazione
e preghiera
29 Aprile 2020
Matteo 11,25-30
“Ti rendo
lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose
ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”. Gesù, quali sono “queste
cose” a cui ti riferisci nella tua preghiera al Padre?
Io credo che “queste cose” siano quelle che ti
riguardano, Gesù, quelle che tu sei. Sì, tu sei “queste cose” : la tua
compassione per l’umanità e la sua “fame”, il bisogno di pietà e misericordia
che abbiamo, di soccorso, di guarigione e liberazione, di pace, amore… Tu,
Figlio di Dio fatto uomo come noi, sei “queste cose” e in te c’è salvezza.
Giustamente ti preoccupi della fame, della salute
della grande folla che ti viene appresso, e non solo. E fai l’impossibile
perché abbiano il pane per sfamarsi (cfr Gv 6,1-15) Ci insegni a non saltare
questa necessità, e a prenderci cura di chi è nella prova, nell’infermità o
nella mancanza di aiuti. Di qui, passi a ricordarci, a consegnarci un altro
“pane”, “il pane della vita”, che sei Tu e che il Padre ha mandato. Aiutaci a
non dimenticarle “queste cose” mentre premono ancora in noi l’ansia, la paura, l’impazienza,
per il pane e la salute per il corpo.
Ci sono coloro che, con senso di vera
responsabilità e giusta competenza, quali “sapienti e dotti” provvedono a che questi
beni, anch’essi dono di Dio messi nelle mani dell’uomo, non manchino. Forse,
aiutaci ad essere anche un po’ “piccoli” nel senso che sappiamo affidarci anche
a te e alla tua presenza in mezzo a noi. Presenza che, sgorgando da “fonte
sacramentale”, si irradia nella carità e in tutto il bene che viene fatto e che
c’è ancora da fare. Magari non saràl’unica risposta spirituale ai nostri
bisogni, ma questa “fonte” è per umile eccellenza l’Eucaristia, o la Messa come
si vuol dire. “Queste cose” sei Tu , Gesù, e il tuo Vangelo, a cui ci ispiriamo
noi credenti, preti e laici, fatto “pane”, “mangiato”, per essere vissuto!
Gesù, non sappiamo quando sarà possibile per tanti
ricevere ancora di questo pane, nutrirsi di “queste cose”. Prima di tutto, tu
l’hai insegnato, bisogna soccorrere la folla che non ha da mangiare, che vede
la salute in pericolo. Se trascurassimo questa attenzione, saremmo come i
discepoli che ti erano accanto e non si accorgevano della necessità e del pericolo
per la gente. Ma conserva in noi, non solo la convinzione, poiché non è
sufficiente essere responsabili per cercare e fare il bene, ma l’essere
innamorati del bene, del vero Bene che Tu sei.
Tu sei paziente, tieni in serbo il pane “buono”, il
“pane che dà la vita al mondo”. Sempre l’hai pronto per chi viene a te.
Mantienici nella fame di te, di “queste cose”! In attesa di sfamarci, anzi di
saziarci, non verranno meno le nostre forze, la fede e l’amore. Le tiene vive
la speranza, sempre opera tua. Amen
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