...nella meditazione
e preghiera
23 Aprile 2020
Atti 5,27-33 e Giovanni 3,31-36
L’amore è reciproca obbedienza! Per il bene!
All’interno della Trinità Santa è così. La
relazione d’amore tra le persone divine è obbedienza reciproca. Il Figlio
“obbedisce” al padre che lo manda; “obbedisce”, cioè opera sempre in “accordo”
con il Padre, in comunione d’amore e di intenti con Lui. Il Padre “obbedisce”, “ascolta”
il Figlio che in Gesù lo prega di confermare le parole che gli ha dato (cfr. Gv
11,42) Lo Spirito Santo “obbedisce”, è la concretezza del dialogo d’amore tra
il Padre e il Figlio.
“Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni
cosa” (Gv 3,35), il Figlio testimonia il suo amore al Padre affinché il mondo
sappia e conosca com’è veramente Dio. Per questa reciproca “obbedienza”, “senza
misura egli dà lo Spirito” (Gv 3,34). Lo
Spirito porta alla verità! Alla vita!
“Chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita” (Gv
3,36), non conoscerà il vero Dio che è Amore, ma starà sempre con la visione negativa e
ostile di Dio, “l’ira di Dio”; visione sbagliata, ingannevole di Dio, un peso
schiacciante nella paura, nel terrore di castighi, peso insopportabile da cui
si vorrebbe fuggire, “rimane su di lui”. Si autocondanna all’infelicità!
Quale ricaduta concreta per me di questa
“contemplazione” e conoscenza dell’obbedienza che c’è in Dio? Essendo io
battezzato “nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo, cioè immerso
in Dio, la mia vita di discepolo di Colui che l’ha rivelato, Gesù, non può fare
a meno dell’ “amore-obbedienza reciproca” tra noi, nelle mie relazioni, tra
sposi, tra genitori, tra figli, tra fratelli, tra amici… Non possono
esserci…conflitti di potere! Ma un “gareggiare a vicenda” (cfr Rom. 12,10) per l’applicazione
di quello che Gesù ha insegnato, quella di amarsi gli uni gli altri.
Ancor prima, io partecipo dell’ “obbedienza
divina”, mi inserisco in essa grazie allo Spirito santo “che Dio ha dato a
quelli che gli obbediscono”, quando, dovendo fare delle scelte nell’esistenza
quotidiana, pro o contro Gesù, testimonio che “bisogna obbedire a Dio invece
che agli uomini” (Atti 5,29).Come i discepoli di Gesù rimaniamo lieti di essere giudicati degni di “fustigate”
per il suo nome. E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessiamo con la
vita e la parola di insegnare e di annunciare che Egli è il Cristo (Atti 5,41).
E’ santa obbedienza! Vera libertà!
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