sabato 18 aprile 2020

BRICIOLE di PAROLA
...nella meditazione
e preghiera


18 Aprile 2020

Atti 4,13-21   e   Marco 16,9-15

“Erano in lutto e in pianto” i suoi discepoli, “quelli che erano stati con lui”, e “non credettero”.
Oltre al danno di aver perduto Gesù, anche l’ostinazione nel permanere nelle tenebre. Gesù era uscito dalla tomba, loro, entrativi, vi rimanevano.
Anche il secondo tentativo di aiutarli a credere andò a vuoto. Né Maria di Magdala e le donne, né i due viandanti “in cammino verso la campagna”, ebbero fortuna nella loro testimonianza.

Vista l’ incredulità e durezza di cuore dei discepoli, e non saranno mancate nemmeno le accuse di vaneggiamenti, i lazzi, le prese in giro, vuoi vedere che il Risorto si stancherà di farsi vivo?
No! Anche se questa cocciutaggine, o paura, o orgoglio dir si voglia, sono duri da sciogliere, ecco un ulteriore segno: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura”.

Ma come? Questi non ci credono, e sono mandati a predicare, ad annunciare il Vangelo?”
Segno che il Risorto è qui, è presente e vivo, è “dare fiducia a chi…non crede, ancora”! A chi resiste, a chi contesta, a chi non vuol sentire ragioni, a chi non spera più, a chi ha altro da pensare… A chi teme, se si apre a tanta novità, di dover cambiare vita!
E se io do fiducia e non mi stanco di farmi vivo, vuol dire che Gesù è risorto…in me!

“Ma tu perché continui a predicare, se la gente non crede più?”
“Io non predico per la gente. Predico per me, perché… cresca la mia fede. Sarà un intenzione meno nobile, un po’interessata, ma non voglio perdere la presenza di Gesù accanto a me! Egli sappia che lo amo”.

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