...nell'omelia
Domenica delle Palme 05.04.2020
La liturgia di questa Domenica ci invita
all’ascolto della narrazione della Passione del Signore, introdotta dalla
lettura del profeta Isaia e dalla testimonianza di Paolo. Il passaggio dal
clima di esuberanza e di festa di oggi alla crudeltà di invocare la morte per
Gesù si compirà in poche ore. Dagli “Osanna al figlio di David” al
“crocifiggilo, crocifiggilo”! Ora ne abbiamo condiviso la lettura e, appunto
l’ascolto. Ma varrà la pena, sarà davvero atto di amore, da parte nostra
stavolta, riascoltarla nei prossimi giorni per farla entrare nel nostro cuore,
nella nostra vita.
Anzi, più ascoltare varrà “auscultare”, come il
medico fa con l’ammalato.
“Auscultare” è, per noi, non tanto servirsi di
qualche strumento per amplificare i battiti del cuore, ma appoggiare l’orecchio
del nostro cuore, appoggiare il nostro capo, come fece Giovanni alla Cena, al petto, al cuore di Gesù. E sentire tutto
l’amore che da cui liberamente il Figlio di Dio, non senza fatica e spavento
umanissimi, si lascia coinvolgere e a cui si consegna per condividere il
progetto del Padre, la nostra salvezza. “Auscultiamo” il cuore, la sofferenza,
l’amore di tanti nostri fratelli, la loro passione in cui Gesù è entrato!
Non solo ascoltare, o auscultare, ma anche porre
gesti di tenerezza e consolazione come quello di Maria che in casa di Lazzaro,
qualche giorno prima della cattura del Maestro, cosparse di nardo i piedi di
Gesù, li asciugò con i suoi capelli e così tutta la casa profumò non sono
dell’unguento ma dell’amore di questa donna. Quell’amore che una sola donna
seppe dare più di un gruppo di discepoli che pure volevano bene a Gesù. Gesù
era stato acclamato da tanti, e non solo in occasione del suo arrivo a
Gerusalemme, ma alla folla preferisce, benedice e incoraggia la delicatezza e
premura che il mio affetto, per quanto
mi possa costare, gli può dare.
Carissimi, ho richiamato a me, innanzitutto, e a
voi questi due gesti di confidenza e di amicizia, che la liturgia ci farà
leggere in questi primi giorni della settimana, per prepararci ad incontrare e
a stare nella prova, sulla croce, sulla quale Gesù è salito, ma sulla quale
molti di noi sono da tempo con tanta sofferenza. Questi gesti di Maria e di
Giovanni compensano due gesti totalmente opposti che avvengono in quel momento,
l’ombra amara del rinnegamento di Pietro e l’oscurità delle tenebre che
travolge Giuda. Amarezza e oscurità, e vuoto, sono nella nostra prova, ma la
tenerezza e l’amore consentiranno a Gesù e a quanti patiscono passione con lui
di affidarsi alle mani del Padre. “Padre nelle tue mani consegno la mia vita”.
Come dicevo, la Passione che abbiamo ascoltato la
riprenderemo in mano e la sua lettura, raccogliendoci in qualche momento di
silenzio anche in mezzo al frastuono dei vari social, facendo tacere il loro
rumore, sarà la nostra preghiera. Metta nel nostro cuore gratitudine a Gesù,
consolazione e conforto con cui essergli accanto, in umiltà e pentimento per il
nostro peccato che è il non avere creduto, il non credere al Suo amore, il non
avere ascoltato la Sua parola e il non
seguirlo; ispiri sentimenti di compassione di bontà verso tutti i nostri
fratelli crocifissi e uniti a Gesù, nostra salvezza, smuova ad atti di carità e
di amore che nel dolore danno speranza. Amen
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