...nella meditazione
e preghiera
13 Aprile 2020 – Lunedì dell’Angelo
La luce della Pasqua continua tra “il timore e la
gioia grande” delle donne che, “abbandonato in fretta il sepolcro, corsero a
dare l’annuncio ai discepoli” (Matteo 28,8). Ecco gli “angeli” della
risurrezione! Certamente sono quei
misteriosi “messaggeri” che hanno
sorpreso le donne con la bella notizia: “Voi non abbiate paura! So che cercate
Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto…” (Matteo 28,5-6).
“Sono quegli spiriti celesti, creature di Dio,
servitori e testimoni di Cristo, e dell’azione gloriosa sua e dello Spirito
santo. Non sostituiscono l’agire della Chiesa, e il loro servizio in comincia
là dove parola e sacramento devono attuarsi nel quotidiano di una vita
totalmente donata Dio, in quanto aiutano il cristiano a conservare la parola
e la grazia di Dio…” (da “L’angelo, un
fascio di luce sul mondo – Renzo Lavatori). Collegati alla glorificazione di
Dio, sono in comunione con Dio, con la sua volontà, e in obbedienza a questa
sono attenti a tutta la nostra realtà, a noi, e al mondo che ci circonda. Come
pensare la loro presenza accanto a noi? Come ci custodiscono nel compito che
Dio ha loro affidato? Non sono una “energia” a cui consegnarci; e la loro
“voce” giunge a noi in illuminazioni, ispirazioni, che certamente vengono da
Dio e dallo Spirito Santo, e che essi ci aiutano a cogliere, ci guidano a
scegliere sempre rispettando la nostra libertà, il nostro libero arbitrio. Non
forzano, non impongono! La “voce” sono quei moti interiori, quelle “pensate”,
quelle intuizioni di cui lo Spirito non ci lascia privi per camminare sulle vie
di Gesù : “Vi precede in Galilea; là lo vedrete” (Matteo 28,7). Da parte nostra
occorre un senso di attenzione verso i loro suggerimenti che ci portano in una
direzione, a prendere una scelta…sempre ponendo a fondamento la Parola di Gesù,
i suoi insegnamenti, la Comunità dei discepoli. Insomma, ci aiutano nell’accoglienza,
ci aprono alla comprensione, ci sostengono nell’applicazione della vita
cristiana, nelle responsabilità di custodire secondo il progetto di Dio il
nostro mondo, ci accompagnano a Gesù, unico Salvatore.
Fatto questo cenno di “catechesi”, ritorniamo ai
nostri “angeli in carne e ossa”. Sono “le donne della risurrezione”. Ogni donna,
tutte le donne, sono poste accanto all’uomo, come da disegno originario di Dio,
per mettere fine alla sua solitudine (Genesi 2,18), affinché in un'unica carne” (Genesi 2,24),
cioè in una comunione d’amore fedele, corresponsabile, a servizio della vita, la
donna e l’uomo, coronamento della creazione qui sulla terra, abbiano la vita e felicità
che Dio ha pensato per loro, e che egli non vuole e non può tenere per sé. E’ Amore
che si estende… all’infinito! L’angelo del “paradiso terrestre” non è quello che
Dio avrebbe posto all’ingresso di quella condizione di particolare grazia e
benessere da cui viene cacciato dal suo stesso peccato, come narra il racconto
sapienziale della Genesi (Genesi 3,24).
L’angelo del “giardino della risurrezione” sono le
donne! Prime annunciatrici della bella notizia, anche se ancora non si
capacitavamo cosa o come fosse tutto avvenuto, ma certe nel loro cuore che doveva
essere qualcosa di grande. Si sono messe a correre per darne annuncio . Qualcuna
ha pure fatto venire il fiatone a chi è corso a sua volta al sepolcro… Forse se
ne sono pure sentite dire di tutti i colori da parte di discepoli, richiamate e
rimproverate per i loro vaneggiamenti (cfr Luca 24,22). Ciò non toglie che sono
diventate i “messaggeri” della novità, hanno messo curiosità, hanno disturbato
i discepoli nella loro paura e rassegnazione, hanno messo fretta perché si
muovessero. Perché Dio le ha fatte “angeli”?
Per la dedizione avuta verso il Maestro, l’affetto inconsolabile che hanno dimostrato
a Gesù, e si sarebbero anche accontentate di averlo e onorarlo “morto” il loro
Amore. Ma anche per l’affettuosa responsabilità verso quegli uomini, discepoli
disorientati.
Ciò che ci avvicina ad essere “angeli”, noi che non
siamo puri spiriti, non è l’impeccabilità, la perfezione “angelica”, ma l’amore;
l’amore delle creature che sanno di essere amate da Gesù, come bene avevano
conosciuto, imparandolo, quelle donne che lo seguivano ovunque. Fin sulla
croce! E la custodia dei nostri cari e
fratelli che Dio ci ha assegnato.
Sia festa dell’Angelo, oggi! Di ogni angelo, sia
donna sia uomo, ma con una speciale e particolare stima, rispetto, riconoscenza,
di più, considerazione, fiducia, ascolto, magari anche un po’ di obbedienza, e
tanto tanto cura e affetto, per colei che “corre” da noi e per noi. Come “fascio
di luce”!
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