...nell'omelia
Terza di Pasqua
– 26.04.2020
Luca 24,13-35
Carissimi,
è nella preghiera che oggi desidero condividere con voi quello che questa
parola ha ispirato ai mio cuore..
Gesù,
sulla strada per Emmaus ci siamo anche noi. Anche noi stiamo ritornando, almeno
speriamo, alle cose di prima. Rattristati per tanta sofferenza e paura, stiamo
per ritornare sì alla ripresa della vita, ma ci troviamo a dire con i due
viandanti: “speravamo” che le cose andassero diversamente. Una certa amarezza
ce la portiamo dentro mentre facciamo questo cammino, e il nostro volto può
essere cupo e triste…
Gesù,
tu Risorto, il vivente, ci affianchi e cammini con noi, e non solo. Ma c’è
bisogno di tempo prima di riconoscerti, perché possiamo anche non accorgerci di
quanto sia vera la tua presenza; non vieni in modo spettacolare, con una luce
folgorante; vieni nei passi di un pellegrino, nei gesti di un ospite che
accetta il nostro invito insistente. Risorto, vieni per dirci che la speranza
non è il verbo del passato, ma il seme del futuro, la fatica feconda del
presente.
Conosci
i nostri pensieri e timori, ascolti e sai che cosa c’è nel cuore di ognuno, vi
partecipi recandovi sollievo. A noi, ancora tentati di incertezza, la tua
presenza non può mancare di consolarci, guarirci, far ardere il cuore nostro,
aprirci gli occhi, e rimetterci in un cammino nuovo, in un vero ritorno alla
vita. Ti diciamo: “Resta con noi, Signore”. “Resta con noi, Signore, con te è
la ripresa della vita; la tua presenza ci fa bene, il nostro passo diventa meno
pesante, rassegnato. Resta con noi, poiché la sera, o la notte non ci
sorprendano come è stato”.
Nella Parola tua,
resta con noi, Gesù!
Il tuo vangelo fa ardere il cuore, libera la mente, e rasserena il volto; fa
scaturire il desiderio di avere con Te un incontro ancor più riavvicinato. Tu
ci insegni a leggere con fede la vita, quanto accade; ce lo insegni nella
preghiera in famiglia, soprattutto in questo tempo, giovandoci dell’aiuto che
ci possiamo dare con reciproco esempio, utilizzando anche gli strumenti di
comunicazione di cui disponiamo.
Nell’Eucaristia,
resta con noi, Gesù!
In quel pane spezzato e versato, grazie al quale non solo sei vicino, tra noi,
ma in noi. In queste settimane, la condizione in cui ci siamo trovati ci ha
impedito di stare a mensa con te e nutrirci dell’Eucaristia. Il desiderio di
essa e la sofferenza di non poterne godere, che io penso siano pure tuoi, anche
se tu sai trovare altre vie per nutrirci, allargano il nostro cuore, lo
purificano, ci preparano ad un banchetto con Te e con gli altri ove ancora gusteremo
con verità il tuo pane che dà la vita. Grazie, comunque, a noi preti, dai anche
oggi di celebrarla per i fratelli e le sorelle delle nostre comunità. E poiché siamo
uniti spiritualmente tra di noi nella fede e nel bene che ci vogliamo,
beneficio viene anche a loro.
Nella Comunità, resta
con noi, Gesù!
Lo sperimentano i due viandanti che dopo che i loro occhi si sono aperti davanti
al pane da te spezzato, all’Eucaristia, riconoscendoti, sono tornati a
Gerusalemme dalla comunità degli apostoli che hanno confermato la loro
esperienza narrando la propria poiché anche Pietro ti aveva visto, Gesù. La
Comunità come luogo che conferma la nostra fede. Ne abbiamo bisogno per non
ingannarci. Anche questa ci è venuta a mancare e ne sentiamo il desiderio. Non
ci basta la comunità virtuale, dove sembra di avere un amore “platonico”;
desideriamo ritornare ad incontrarci anche fisicamente, poiché davvero la Comunità
è sì un’anima sola, e ci si vuol bene a distanza, ma è anche un solo corpo che
vive di gesti di tenerezza, di sostegno, di cura, dove si spezza insieme
l’unico pane che sei Tu, si ascolta la tua Parola, si impara ad amarti e amare,
ci si incoraggia a seguirti, ci si rialza quando si cade.
Facci ritornare
alla vita con te, Gesù, non vogliamo lasciarti fuori dalla ripresa. “Resta con
noi, Signore, nella parola, nell’Eucaristia, nella Comunità, e la tua
risurrezione sarà anche la nostra! Amen!”
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