lunedì 20 aprile 2020



BRICIOLE di PAROLA
...nella meditazione
e preghiera


20 Aprile 2020

Atti 4,23-31   e   Giovanni 3,1-8

Mentre, impazienti, si pensa alla “ripresa” che speriamo venga presto, poiché ormai da tempo “andiamo di notte” in questa nostra esistenza, Gesù ci parla di “rinascita”.  Quale differenza tra le due cose?

Ri-prendere, prendere in mano di nuovo le cose, le corse, gli affari, le preoccupazioni; prendere in mano di nuovo ciò che spesso “ci prende in mano”, ci tiene come legati e prigionieri, dipendenti…; prendere gli impegni, le responsabilità, i compiti quotidiani, anche belli e buoni, pensarci costruttori di noi stessi, della nostra vita, con il peso e l’amarezza a volte di non riuscirvi. Ri-prendere è cosa fatta da noi! Ri-prendere gli affetti, le relazioni più care, accorgersi di presenze che fanno bene al cuore, è vera benedizione. Ma può rivelarsi fragile, se appoggiata alle sole nostre forze, seppur “maestri”. No, neanche ritornare ad amare è cosa fatta da me! O solo da me!

Ri-nascere, è cosa fatta da altri per noi! Che io nasca dipende da chi mi ama, e perciò mi ha pensato, da chi mi ha voluto, mi ha concepito, custodito, nutrito. Io non nasco da me! Non mi do la vita! La ricevo! Nascere di nuovo è un’altra opportunità di vita, non è una mutazione della mia persona, quasi una stravagante reincarnazione. Nascere di nuovo è libertà da quanto finora mi ha costretto, mi ha dominato, mi ha ingannato facendomi pensare che fossi io a condurre la danza. Invece ero condotto, trascinato! Ri-nascere è andar sì di notte, ma verso la luce che mi viene incontro. E se io chiudo gli occhi, e il cuore, non sarà e non vedrò mai l’alba, non entrerò nel “giorno fatto da Signore” in cui  avere allegrezza ed esultanza. Sì, ri-nascere, nascere di nuovo, non è cancellare ciò che è stato ma lasciare che sia illuminato, con ciò  che è pure presente e futuro, dal Risorto che sta in mezzo a noi. In me!

Il vero protagonista di questa rinascita, non più una semplice ripresa, è lo Spirito Santo. Egli muove, assiste, soccorre, aiuta questo nuovo “parto” , ed io ricomincio e torno ad avere il gusto, la gioia, la meraviglia della vita, pur in mezzo a tante tragedie. Quel “soffio” di Gesù Risorto sui discepoli è il suo Spirito che toglie  da paura, rimorsi, chiusura… Lo Spirito donatomi è “soffio” sulla cenere che soffoca la fede, sulle braci…di speranza che non si spengono; è “soffio” che alimenta  la carità, è vento di libertà che mi fa rinascere. Vieni, Santo Spirito! Soffia su di me! Liberami!

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