...nella meditazione
e preghiera
Briciole di Parola
e di preghiera
Quaresima 2020
07 aprile 2020
Giovanni 13,21-33.36-38
Gesù, ieri, alla cena in casa di Lazzaro, ti sei
commosso per l’affetto di Maria, la sorella , il suo gesto di tenerezza che ha
osato, le sue lacrime, oggi, “a mensa con
i discepoli”, sei profondamente turbato. E li sorprendi i tuoi, li
coinvolgi in questo turbamento con una triste rivelazione: “uno di voi mi tradirà”. Chi poteva essere colui che osa tanto nei
confronti tuoi, o Maestro? Un discepolo, quello più vicino a te,
particolarmente caro, “chinandosi” sul tuo cuore, non solo chiedeva
spiegazioni, ma certamente sentiva più di tutti il peso che portavi dentro. Forse
voleva sollevarti.
Signore, a me non interessa sapere chi sia il buono
e chi il cattivo, chi è bravo a seguirti anche oggi e chi invece ti respinge;
io desidero condividere la tua delusione, il tuo turbamento, la tua pena. Se
Maria, ieri sera ha profumato i tuoi piedi, io vorrei rasserenare e sostenere
il tuo cuore. Lo voglio fare nello starti vicino con la preghiera, nel farmi
vicino a tutti coloro che qualche angoscia turba e agita il cuore.
La tua rivelazione, Gesù, è forse un altro
tentativo per richiamare e salvare chi sta per tramando contro di te. Quel “boccone”,
che mi commuove pensarlo “intinto d’amore”, gli offre ancora un ampio margine
per rendersi conto che l’amicizia tua non viene meno. Glielo ricorderai anche
al momento della cattura. Gesù, hai continuato a dirgli, con gesti e parole che
gli vuoi bene. A fronte dell’ingratitudine
e chiusura dei cuori si addicono a te, ma vorrei anch’io poterle far mie, le
parole del profeta nella prima lettura: “Invano
ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio
diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio” (Isaia
49,4)
Gesù, tu rimani alla nostra tavola, e ti rialzerai
solo per portare a compimento quello che il Padre ti ha affidato; per ricevere
e dare gloria a Lui, cioè manifestare tutto l’Amore che ti ha mandato a noi.
Scuotimi con la tua parola, con segnali di attenzione che non vogliono
imbarazzarmi di fronte agli altri. Riprendimi e richiamami quando mi sento
troppo sicuro e bravo. Ho ancora molto da imparare nel seguirti. Per fare
questo dovrò stare più vicino alla tua “cattedra”, la croce! E poiché so che
potrà non avvenire, non mancherai d’impartirmi…ripetizioni. Amen!
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